“Terzo settore e sport dilettantistico. La riforma come opportunità per le associazioni (e le società) sportive dilettantistiche”

E’ stato pubblicato sul sito di AICCON il working paper 173 “Terzo settore e sport dilettantistico – La riforma come opportunità per le associazioni (e le società) sportive dilettantistiche”, curato dal prof. Antonio Fici.

Gli enti del Terzo settore devono svolgere una o più attività di interesse generale in via esclusiva o principale. L’art. 5, comma 1, CTS, presenta un elenco di attività di interesse generale. Tra queste, alla lettera t), vi è la “organizzazione e gestione di attività sportive dilettantistiche”.

Di conseguenza, un’associazione che avesse come oggetto sociale lo svolgimento di un’attività sportiva dilettantistica potrebbe iscriversi nel RUNTS e così assumere la qualifica di ETS.
Nulla impedisce, più in particolare, che tale associazione possa iscriversi nella sezione APS del RUNTS, assumendo pertanto la qualifica particolare di APS.
Anzi, la qualifica di APS sembra, in ragione della natura mutualistica di questa particolare tipologia organizzativa del terzo settore (che trova riscontro anche sul versante fiscale), quella “più naturale” per tali associazioni, poiché esse normalmente organizzano e gestiscono attività sportive dilettantistiche per ed in favore dei propri associati.

Non a caso, prima della riforma, molte ASD possedevano già la qualifica di APS (nella maggior parte dei casi perché APS nazionale era, sulla base dell’abrogata legge 383/2000, l’ente di promozione sportiva cui aderivano).

Le APS, inoltre, sono destinatarie nel CTS di un trattamento di maggior favore rispetto alle altre associazioni del Terzo settore: questo costituisce un elemento di fondamentale importanza per comprendere la relazione tra le ASD e il terzo settore post riforma.

Di assoluto interesse il paragrafo conclusivo del documento redatto dal prof Antonio Fici, in cui si legge:
“Il rapporto tra associazioni sportive dilettantistiche (ASD) e nuovo diritto del terzo settore appare alquanto controverso nei commenti e nelle opinioni attualmente circolanti sul tema. Vi sono invece, a nostro avviso, degli aspetti già molto chiari che possono tradursi in concrete opportunità per le ASD. Detto altrimenti, la nostra valutazione è nel senso che le ASD farebbero bene ad interessarsi di più della riforma del terzo settore, perché molte di loro potrebbero trarre da essa notevoli vantaggi e significative opportunità di sviluppo. La stessa conclusione è valida per le società sportive dilettantistiche (SSD), anche se non è stato in questa sede possibile approfondire quest’ultimo aspetto così come avrebbe meritato”.
Società sportive dilettantistiche che potrebbero essere infatti interessate alla riforma del terzo settore, poiché in questo contesto, essendo società, potrebbero assumere la qualifica di imprese sociali.

Antonio Fici, avvocato, è professore associato (abilitato ordinario) di Diritto privato all’Università degli Studi del Molise. Già consulente del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali in tema di riforma del Terzo settore (in questa veste ha contribuito alla redazione dei Decreti legislativi n. 112/2017 di riforma dell’impresa sociale e n. 117/2017 recante il Codice del terzo settore), è componente, per designazione ministeriale, del Consiglio di amministrazione della Fondazione Organismo Nazionale di Controllo sui Centri di servizio per il Volontariato.

AICCON–Associazione Italiana per la Promozione della Cultura della Cooperazione e del Non Profit è il Centro Studi promosso dall’Università di Bologna, dall’Alleanza delle Cooperative Italiane e da numerose realtà, pubbliche e private, operanti nell’ambito dell’economia sociale, con sede presso la Scuola di Economia, Management e Statistica di Forlì – Università di Bologna.

 

da nonprofitonline.it del

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