Manovra, Conte: “Sul non profit ho  sbagliato, ascolteremo il terzo settore

Sull’Ires al non profit “devo assumermi le mie responsabilità, quando si commette un errore lo si riconosce. Valuteremo come ricalibrare la misura ascoltando le istanze del Terzo settore”. Lo ha affermato il premier Conte nella tradizionale conferenza stampa di fine anno. E sui migranti: “Mai accusati, sono le vere vittime”.

“Non ho rimpianti” sulla manovra. “Non ho mai consentito che in Europa mettessero in discussione i punti qualificanti della nostra manovra e devo dare atto a loro di non aver mai valutato nel merito le nostre proposte. L’interlocuzione con la Commissione europea ha riguardato i saldi finali, mai le misure contenute nella manovra”. Lo ha affermato il premier Giuseppe Conte nella tradizionale conferenza stampa di fine anno.
“L’opposizione cavalca l’idea della manovra scritta a Bruxelles ma non è affatto vero. La cosa che ci è stata suggerita è stata la clausola di congelamento finale di 2 miliardi che restano bloccati fino a luglio, poi valuteremo il trend e se è in linea con le nostre previsioni li sbloccheremo altrimenti restano congelati per la prossima verifica”. Questa misura suggerita è stata “di minore impatto rispetto a quella a cui avevamo pensato”, ha  continuato.

Ires sul non profit, assunzione di responsabilità. Su una cosa però il premier Conte ha corretto il tiro, facendo un “mea culpa”: Sull’Ires al non profit “devo assumermi le mie responsabilità – ha affermato -; quando si commette un errore lo si riconosce. Valuteremo come ricalibrare la misura ascoltando le istanze del Terzo settore”.
Un’apertura che arriva a distanza di poche ore dalla presa di posizione, tra gli altri, del Forum Terzo settore, che con la sua portavoce Claudia Fiaschi aveva affermato: “Attendiamo la tempestiva convocazione dell’annunciato incontro di chiarimento per trovare le correzioni alle previsioni della manovra e discutere degli strumenti di promozione del Terzo settore e del completamento della riforma e passare così dalle parole ai fatti”.

“Tasse aumentano a banche e giganti web, non ai cittadini”. Se la pressione fiscale si attesterà al “42,4%” questo “non significa che stiamo aumentando la pressione fiscale sui cittadini”. Ha aggiunto il premier Giuseppe Conte. C’è un aumento della tassazione “sulle banche che non potranno dedurre il 10% sulle perdite l’anno prossimo; sulle assicurazioni; c’è la web tax per i giganti del web e mettiamo più tasse alle imprese del gioco d’azzardo. Questo porta a un aumento nel saldo finale”.
“Per i cittadini la tassazione l’abbiamo alleggerita e questa è la politica economica e sociale che non ci è stato affatto dettata da Bruxelles, ma abbiamo negoziato duramente per poterla portare a termine”. C’è stata “un’opera redistributiva come deve fare un governo, operando delle scelte e privilegiano alcune categorie sociali rispetto ad altre”, conclude Conte.

I migranti? “Mai accusati, sono vittime”. Anche sul tema immigrazione, il premier ha volutio dire la sua: “Il governo non ha mai accusato i migranti di tutti i mali, sono le vere vittime e bisogna rafforzare i corridoi umanitari. Il male sono i trafficanti”.

“Le proteste per le pensioni? Sono pochi euro al mese, non se ne accorgerebbe nemmeno l’avaro di Moliere”. “Siamo intervenuti sulle fasce più alte delle pensioni, con un taglio progressivo, abbiamo introdotto un processo di indicizzazione raffreddato, quasi impercettibile, parliamo di qualche euro al mese, forse non se ne accorgerebbe nemmeno l’avaro di Moliere”. Lo ha aggiunto il presidente del consiglio rispondendo in conferenza stampa a proposito dell’impatto della manovra sulle pensioni e delle proteste dei pensionati. “Protestino pure liberamente, ma non mi sembra che abbiamo attentato ai trattamenti pensionistici, abbiamo operato con molto discernimento una redistribuzione”, ha concluso.

Da Redattore Sociale

http://www.redattoresociale.it/Notiziario/Articolo/613294/Manovra-Conte-Sul-non-profit-ho-sbagliato-ascolteremo-il-terzo-settore?UA-11580724-2

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