Economia circolare. Vincono il legno, le carpe e il cibo

Una falegnameria sociale, un ecovillaggio, un impianto idroponico che non spreca acqua e un progetto contro lo spreco alimentare. Sono queste le storie premiate con il concorso voluto da Ecodom e dal Centro di documentazione sui conflitti ambientali. Online anche la prima mappatura delle esperienze di economia circolare in Italia.

Legno di scarto trasformato in mobili da richiedenti asilo, acqua di allevamento delle carpe per irrigare, bioedilizia e recupero contro lo spreco alimentare. Sono questi i quattro racconti vincitori della prima edizione del concorso “Storie di Economia Circolare”, voluto da Ecodom, il principale Consorzio di gestione dei Raee, insieme al Centro di documentazione sui conflitti ambientali. “Sorprendente la risposta degli storyteller (fotografi, videomaker, scrittori e autori radiofonici) all’invito che abbiamo loro rivolto di provare a raccontare queste esperienze – spiega Giorgio Arienti, direttore generale di Ecodom -, aggiungendo bellezza alla positività: a questa prima edizione del concorso Storie di Economia Circolare sono state presentate ben 118 opere. C’è un grande desiderio non solo di costruire realtà a minore impatto ambientale e sociale, ma anche di raccontarle, di farle conoscere, di portarle alla luce”.

Oltre 17.000 utenti hanno partecipato alle votazioni online, a cui ha poi fatto seguito il lavoro di una giuria di esperti del mondo dell’informazione e della cultura, come Andrea Segre, regista di film e documentari per la categoria video, Giulia Tornari, dell’agenzia fotografica Contrasto per le foto, Florinda Fiamma, giornalista culturale per la radio, Giuseppe Rizzo, giornalista di Internazionale per la scrittura. Il concorso ha avuto il patrocinato del Ministero dell’Ambiente e dell’Ordine Nazionale dei Giornalisti. I premi in palio sono stati sponsorizzati da Banca Popolare Etica. “Le storie raccontate sono storie che i professionisti dell’informazione e della comunicazione hanno scelto e conosciuto di persona – spiega Marica Di Pierri, presidente del Cdca -. In questo modo hanno contribuito con le loro opere a costruire un archivio di reportage che hanno la capacità di diffondere con linguaggi accessibili al grande pubblico il messaggio fondamentale: la tutela dell’ambiente e dei diritti ha a che vedere anche con le scelte che facciamo tutti i giorni, a partire da cosa e come consumare”.

Le storie. Le quattro opere premiate raccontano realtà differenti, tenute insieme dal filo rosso della sostenibilità. Come la falegnameria sociale K_Alma, a Roma, raccontata con un servizio radiofonico di Valerio Maggio. Nata nel 2016, offre la possibilità ai richiedenti asilo di lavorare il legno  per realizzare oggetti che vengono venduti a scuole, asili nido, associazioni e privati. Il progetto The Circle, sempre a Roma, è stato raccontato da Flavio La Franca. Si tratta di un impianto idroponico che permette il contemporaneo allevamento delle carpe con un’agricoltura sostenibile: grazie a un sistema a ricircolo l’acqua delle vasche di allevamento viene raccolta, filtrata e depurata e usata per irrigare le radici dei vegetali contenuti all’interno di strutture verticali, interamente fuori suolo, per poi ritornare nella vasca di allevamento. C’è poi l’ecovillaggio realizzato dall’associazione Panta Rei, sul Lago Trasimeno e raccontato attraverso le immagini di di Davide Lanzilao e Veronica Di Benedetto Montaccini. Un villaggio completamente sostenibile utilizzando legno, terra cruda, sughero, paglia, pietra e canna di lago; ogni abitazione è biodegradabile ed è energeticamente autosufficiente grazie ai pannelli solari. Infine, sono state premiate le parole di Marta Facchini e Roberta Covelli sull’attività di recupero contro lo spreco alimentare dell’associazione di promozione sociale Recup. 

La mappatura. Oltre al concorso, il progetto ha consentito una prima mappatura delle esperienze di economia circolare già attive nel nostro Paese. “Questo lavoro ci ha permesso di scoprire un’Italia attenta alla riduzione degli sprechi e alla trasformazione dei rifiuti in risorse – spiega Giorgio Arienti, direttore generale di Ecodom -. Anche se nel nostro Paese manca ancora una normativa che sostenga realmente l’Economia Circolare, ci sono molte realtà che lavorano secondo principi di sostenibilità”. Alla realizzazione dell’Atlante Italiano di Economia Circolare (www.economiacircolare.com) hanno contribuito anche Poliedra, Consorzio del Politecnico di Milano che svolge attività di ricerca nei settori della valutazione ambientale e della sostenibilità, A Sud, associazione indipendente impegnata nella tutela e nella giustizia ambientale, Ecosistemi, fondazione specializzata in strategie per lo sviluppo sostenibile, Banca Popolare Etica, istituto creditizio ispirato ai principi di trasparenza ed equità e Zona, associazione di reporter e photo editor di fama internazionale.

Da Redattore Sociale

http://www.redattoresociale.it/Notiziario/Articolo/611415/Storie-di-economia-circolare-Vincono-il-legno-le-carpe-e-il-cibo?UA-11580724-2

 

 

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