Avvocato di strada, crescono le persone assistite: quasi 4 mila nel 2018

Sono più di mille i volontari impegnati in 54 città, 2,6 milioni di euro il valore del lavoro legale messo a disposizione gratuitamente. I casi più rilevanti riguardano il diritto alla residenza, i fogli di via, le vittime di aggressioni. “Realizziamo qualcosa di utile, non solo per i più deboli”

BOLOGNA – Crescono le pratiche seguite dall’associazione Avvocato di strada: nel 2018 sono state quasi 4 mila (erano 3.703 nel 2017). Invariata rispetto al 2017 la distribuzione nelle quattro macrocategorie: poco meno del 40% le pratiche di diritto civile, il 28,8% di diritto amministrativo, il 26,5% di diritto dei migranti e il 9,8% di diritto penale. I casi più rilevanti riguardano il diritto alla residenza, il diritto di famiglia, i fogli di via, la tutela di persone vittime di aggressioni e violenze, il diritto dell’immigrazione. Per questi ultimi, le pratiche hanno riguardato soprattutto le problematiche per il rinnovo e il rilascio del permesso di soggiorno e la protezione internazionale, in misura minore i decreti di espulsione e la cittadinanza. In linea con gli anni precedenti anche il profilo degli assistiti: sette su dieci sono uomini, prevalentemente di origine straniera (il 57,4%). Gli italiani sono il 33,3%, mentre i cittadini comunitari il 9,3%. “Il 2018 è stato un anno difficile: la lotta alla povertà non sembra trovare risposte soddisfacenti e sempre più spesso, nella nostra attività ci troviamo di fronte a gravi violazioni dei diritti fondamentali – scrive il presidente Antonio Mumolo nel bilancio dell’associazione nata 19 anni fa – I poveri, gli emarginati, i più deboli vengono percepiti con fastidio se non come colpevoli del loro status e meritevoli di espiare la loro colpa. È una percezione purtroppo diffusa, che si trasforma in alcuni casi in provvedimenti legislativi o amministrativi tesi a colpire la povertà, mentre chi amministra dovrebbe preoccuparsi di come far uscire le persone da questa condizione”.

Avvocati, studenti di giurisprudenza, pensionati e comuni cittadini. Sono i volontari dell’associazione Avvocato di strada che ogni giorno svolgono attività di segreteria, accoglienza e accompagnamento degli assistiti, organizzano convegni, corsi di formazione e iniziative pubbliche. Nel 2018 sono arrivati a 1.051 (+69 rispetto all’anno precedente) presenti in 54 città (6 le nuove sedi aperte nel corso dell’anno): l’associazione ha calcolato che il valore del lavoro legale che queste persone mettono in campo gratuitamente è di circa 2,6 milioni di euro. “La nostra associazione è composta principalmente da avvocati, una categoria che molti faticano ad accostare al volontariato – scrive Mumolo – Proviamo a sfatare questo mito prendendoci cura delle persone che si rivolgono a noi e dedicando tempo, competenza ed energie a chi in strada ha perso tutti i diritti”.

Sono 263 i soci dell’associazione (+32 nel 2018), di cui quasi il 60% è costituito da donne. Nove le persone che, nel corso dell’anno, sono stati contrattualizzate per attività specifiche previste dai progetti realizzati da Avvocato di strada. Dieci i volontari che hanno fatto il Servizio civile presso l’associazione: età media 25,5 anni, l’84,2% donne, circa il 58% ha una laurea magistrale, il 36,8% la licenza media superiore. “Alla nostra attività di tutela legale, abbiamo affiancato una ricchissima serie di attività parallele – ha concluso Mumolo -: convegni, corsi di formazione, iniziative pubbliche, attività nelle scuole e nelle università. Siamo stati presenti su tutto il territorio nazionale, anche per sensibilizzare cittadini e istituzioni sul tema della difesa degli ultimi, con la consapevolezza di star realizzando qualcosa che è utile non solo per la fascia più debole della cittadinanza”.

 

da redattoresociale.it del 13 giugno 2019

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